Al Sud bollette più salate: ecco perché

Settore: energia
Data inserimento: 5 luglio, 2014

sud-bolletteChe le bollette dell’energia elettrica al Sud siano più care forse è una cosa risaputa a molti, ma sicuramente pochi sanno che nel Mezzogiorno si produce una quantità di energia, soprattutto dalle fonti rinnovabili, notevole. Come si spiega, allora, il paradosso: il perché gli utenti del Sud, e in particolare le imprese, si ritrovano cifre più alte in bolletta rispetto ai consumatori del Nord? La risposta è tanto semplice quanto drammatica; la causa è nell’immancabili micro-interruzioni dell’erogazione e di una rete a dir poco insufficiente. Per questo motivo, nonostante il Sud, negli ultimi anni, sia passato da importatore a esportatore netto di elettricità, i costi a carico della collettività risultano superiori a quelli delle altre aree del Paese.

In modo particolare tra il 2004 e il 2012 c’è stata una vera e propria svolta, nel Mezzogiorno, grazie la spinta delle rinnovabili, che sfruttano, ovviamente, gli enormi vantaggi ambientali del territorio. Basti pensare solo che grazie al boom delle rinnovabili, il Sud ha raggiunto, nel 2012, una capacità di produzione installata di oltre 14 mila MW pari al 57% della capacità nazionale. Un esempio su tutti la Sicilia che ha un irraggiamento doppio rispetto alla Lombardia e triplo rispetto la Germania. Peccato solo per la mancanza di reti di trasformazione e di impianti di stoccaggio –tecnologie di accumulo sufficienti a conservare l’energia che non si può utilizzare – un dettaglio per niente irrilevante che, di fatto, fa perdere alle regioni del Sud la possibilità di sfruttare tutta l’energia che producono. Spesso, infatti, le pale eoliche ed i pannelli solari devono stare fermi in talune ore e giornate perché la rete non è in grado di assorbire il flusso di elettricità e il sovraccarico provocherebbe, ovviamente, un black out.

Dunque, di materia prima, nel Mezzogiorno, ce n’è in abbondanza, mentre una grande falla è nella rete che dovrebbe essere sostituita con una ad alta capacità, quelle tradizionali devono essere, ovvero, soppiantate dalle cosiddette smart grid, cioè reti di nuova generazione. Questo anche perché, nel medio periodo, le interconnessioni di rete avranno carattere transnazionale e transcontinentale. Per esempio, sarà necessario spingere verso i mercati del Nord l’energia idroelettrica che è stabilmente prodotta nell’area dei Balcani, o l’energia eolica prodotta dalle piattaforme offshore del Mediterraneo o ancora il solare dal Sahara. Le reti del futuro saranno tutte supergrid, la frontiera sulla quale l’Europa già chiede agli Stati membri di procedere e che già conta su vari progetti, a partire dal «Mediterranean electric ring» che si rivolge soprattutto al bacino del Mediterraneo. Dunque c’è bisogno di una rete adeguata, solo così il Mezzogiorno potrebbe diventare la piattaforma di riferimento, ritrovarsi al centro di una politica energetica europea ed italiana nel Mediterraneo.

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Autore: Miriam Capuano

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