Arrivano le auto senza guidatore. Meno emissioni, ma maggiore domanda di mobilità

Settore: energia
Data inserimento: 9 febbraio, 2016

driverless-carAndare a lavoro o a fare la spesa con la propria auto privata senza essere, però, costretti a guidare? Tra pochi anni sarà possibile. Il mercato automobilistico si prepara ad accogliere le macchine senza guidatore che sono, ormai, una tecnologia già testata, che, si stima, porterà dei risparmi in termini di consumi ed emissioni di gas serra. I nuovi mezzi sono, infatti, in grado di dosare accelerazioni e frenate così da ottimizzare l’efficienza energetica; di seguire percorsi che fanno risparmiare energia; di viaggiare molto vicini al veicolo che li precede in modo da sfruttarne la scia, con vantaggio in termini di aerodinamica.

Ma non è tutt’oro quello che luccica. Stando ad uno studio condotto dai ricercatori dell’Università di Leeds, infatti, l’arrivo sul mercato della auto senza guidatore potrebbe addirittura far crescere l’impatto ambientale a causa dell’aumento della domanda di mobilità anche del  60%. Secondo l’indagine degli studiosi la diffusione dei veicoli senza autista avverrà entro 5-10 anni, mentre entro 10-20 anni il loro utilizzo rappresenterà la norma. E se è vero che le driverless car possono dimezzare consumi ed emissioni, è anche vero che diventeranno, probabilmente, appetibili per categorie che attualmente utilizzano altre forme di mobilità. Si pensi ai ragazzi non ancora in età da patente o alle persone anziane che non hanno più i riflessi di un tempo che potrebbero, grazie alle auto senza guidatore, acquistare o recuperare la propria autonomia.

Le driverless car, inoltre, potrebbero essere preferite a treni o bus, in fondo l’utente potrebbe ottenere lo stesso risultato, ovvero arrivare a destinazione, riposando o lavorando ed in più poter decidere gli orari di partenza e sosta. Proprio la comodità dei mezzi potrebbe essere un altro fattore  che ne potenzi l’utilizzo come l’impiego per il trasporto di merci. Insomma secondo gli studiosi  ci potrebbe essere un aumento di domanda di mobilità dal 4 fino addirittura al 60%, un problema che probabilmente ci si dovrà, però, porre tra una ventina di anni.

Di Laura Pinto

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Autore: Laura Pinto

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