Banche, come sospendere il mutuo quando si è in difficoltà

Settore: banche
Data inserimento: 17 aprile, 2015

House Mortgage isolated on whitePer quanti si trovassero in difficoltà economiche e, almeno per un po’, non volessero avere il pensiero del mutuo adesso è possibile. Grazie all’accordo tra Abi e consumatori, infatti, si può ottenere la sospensione del pagamento delle rate dei finanziamenti per un massimo di 12 mesi; al termine dei quali la corresponsione riprenderà il suo corso normale e la durata si protrarrà fino a un massimo di 12 mesi. La convenzione Abi – consumatori, che va ad integrare le disposizioni che regolano il fondo pubblico di solidarietà previsto dalla Finanziaria 2008 e gestito dalla Consap, può essere utilizzata, dunque, evitando sovrapposizioni, nelle situazioni di difficoltà che non sono gestibili con il fondo pubblico ovvero, in due ambiti: 1)Credito al consumo per contratti di durata residua superiore a due anni e ammortamento alla francese ovvero in caso di rate comprendenti una quota capitale e una quota di interessi; sono esclusi i crediti revolving 2)Mutui per la prima casa, ma solo nel caso di sospensione del lavoro o di riduzione dell’orario senza cassa integrazione. Sono compresi anche i finanziamenti cartolarizzati.

Quando si può richiedere la sospensione. In caso di  cessazione del rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato con esclusione delle dimissioni volontarie o se il mutuatario va in pensione; per cessazione del rapporto di lavoro subordinato a tempo determinato; per cessazione dei rapporti di lavoro parasubordinato, o di rappresentanza commerciale o di agenzia; in caso di morte o riconoscimento di grave handicap ovvero di invalidità civile non inferiore all’80%; per sospensione dal lavoro o riduzione dell’orario lavoro senza che siano state ancora erogate forme di integrazione salariale.

Quando non si può richiedere.   La sospensione non  può essere richiesta: nel caso in cui si siano registrati ritardi di pagamento superiore ai 90 giorni o per i quali sia stato notificato un atto di precetto e riguardanti immobili ipotecati per cui sia stata avviata una procedura esecutiva; se il creditore ha notificato un atto di precetto; se è stata avviata da terzi una procedura esecutiva sull’immobile ipotecato; se si è già fruito di misure di sospensione per un periodo di 12 mesi. Nel caso in cui, invece, l’utente ha fruito di sospensioni per un periodo inferiore potrà usufruire solo per il periodo residuo. Infine non possono richiedere la sospensione coloro che già godono di sovvenzioni pubbliche o che, per esempio, hanno stipulato un’assicurazione specifica per l’evento che darebbe diritto alla sospensione come una polizza di disoccupazione.

Tempi e modalità. Per richiedere la sospensione gli eventi devono essersi verificati da non oltre 24 mesi. Per la richiesta bisogna presentare una dichiarazione sostitutiva di atto notorio e una serie di documenti a testimonianza delle motivazioni per le quali viene richiesta la sospensione. Verificata la sussistenza dei requisiti e accolta la domanda la banca ha 30 giorni (45 se il finanziamento è cartolarizzato) per dare effetto alla sospensione. Le domande si possono presentare fino 31 dicemre del 2017. Le banche saranno in grado di operare entro la fine di maggio (60 giorni dopo l’accordo) e hanno l’obbligo di prospettare al cliente i costi della procedura, e quindi in buona sostanza, siccome non si possono applicare commissioni e spese di istruttoria, presentare il piano di pagamento degli interessi dovuti nel periodo di sospensione. Se la domanda viene rigettata per carenza di requisiti la banca entro 20 giorni dalla presentazione deve motivare il rifiuto. Di certo al consumatore conviene chiedere la sospensione solo in casi di assoluta necessità: per gli interessi da pagare, ma soprattutto qualora si fosse indebitato a tasso variabile  allungare la durata del finanziamento significherebbe anche aumentare il rischio di imbattersi in un aumento del costo del denaro.

Di Alessandro Casta

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Autore: Alessandro Casta

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