Buon compleanno Italia. 157 anni, ma l’Unità è ancora lontana

Settore: editoriali
Data inserimento: 19 marzo, 2018

unitàIl nostro Paese, due giorni fa, ha spento 157 candeline con un compleanno passato quasi, del tutto, inosservato come, del resto, è capitato per quasi tutti i suoi compleanni. Basti pensare che sono molti gli italiani che hanno scoperto solo, 7 anni fa, in occasione  dei festeggiamenti per i 150 anni dello stato unitario, che quando Vittorio Emanuele II proclamò ufficialmente la nascita del Regno d’Italia, diventandone il sovrano, era proprio il 17 marzo del 1861. Si tratta di una data importante in cui andrebbero degnamente ricordate la nascita del Paese, l’Unità Nazionale, l’inno, la bandiera e che invece in molti ancora non conoscono.

“Italiani strana gente”. Siamo uno dei pochi Paesi al mondo che non celebra l’unità, ma soprattutto uno di quei Paesi dove l’unità e la comunione d’intenti sono ancora troppo lontani (le ultime  elezioni non hanno fatto altro che mostrare un Paese spaccato). Dopo 157 anni nel Bel Paese mancano ancora gli italiani? Probabilmente sì; e chi sa cosa direbbe  Vittorio Emanuele II se vedesse il Paese oggi, lui che nel discorso con il quale inaugurava il Regno disse: “… l’Italia confida nella virtù e nella sapienza vostra. A voi si appartiene il darle istituti comuni e stabile assetto. Nello attribuire le maggiori libertà amministrative a popoli che ebbero consuetudini ed ordini diversi veglierete perché l’unità politica, sospiro di tanti secoli, non possa mai essere menomata”. Magari il sovrano penserebbe che qualcosa non è andato per il verso giusto se, nel 2018, c’è chi pensa ancora che l’Italia starebbe meglio senza il Sud e che il meridione  sia solo una zavorra che il Nord deve trascinarsi dietro.

Qualcuno direbbe che in fondo la nostra è una Nazione ancora troppo giovane e che ne deve passare di tempo prima che il Paese capisca che gli obiettivi possono essere raggiunti solo restando uniti, guardando nella stessa direzione e facendo investimenti mirati per la crescita dell’intero Bel Paese. E se per tutto questo ci vuole ancora del tempo, di certo l’istituzione, il 17 marzo, di una festa nazionale non guasterebbe, anzi potrebbe servire per far sentire gli “italiani più italiani”.

Di Emiliana Avellino

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Autore: Emiliana Avellino

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