Cancro, arriva il robot ad ultrasuoni che brucia le cellule malate

Settore: new trends
Data inserimento: 5 ottobre, 2015

robotCurare i tumori senza intervenire chirurgicamente o farmacologicamente potrebbe essere, presto, possibile grazie ad  un robot che, dotato di intelligenza artificiale e della tecnologia dell’internet of things, riesce a bruciare le cellule tumorali con altissima precisione. Semplice, ma allo stesso tempo complesso il funzionamento: l’androide è dotato di due braccia meccaniche che interagiscono scambiandosi informazioni via rete. Una di queste individua le cellule cancerogene e comunica all’altra dove posizionare la sonda per poter aggredire il cancro emettendo ultrasuoni, il tutto assistito dalla supervisione ed il controllo di un medico.

Una terapia che risulterebbe assolutamente non invasiva, a differenza delle cure tradizionali, come la chemioterapia e la radioterapia, l’estrema precisione del Robot, infatti,  consentirebbe di ridurre il rischio di bruciare i tessuti sani del paziente e di intervenire unicamente sulle cellule malate. Meno rischi, maggiore precisione e nessun supporto farmacologico, la sperimentazione dell’innovativa tecnologia partirà già il mese prossimo, in Scozia, su cadaveri ed animali se andrà tutto come previsto l’anno prossimo potrebbe, invece, essere pronta per essere testata sui pazienti in importanti ospedali italiani.

La macchina all’avanguardia porta la firma anche di undici ricercatori italiani, riuniti nella start up Camelot Biomedical Systems. Nata nel 2009 come spin off dell’università di Genova, la società si è fatta strada ed è riuscita a entrare nel progetto europeo «Futura», coordinato dall’istituto di Biorobotica della scuola superiore S. Anna di Pisa e con la partecipazione dell’università scozzese di Dundee, con l’obiettivo di sviluppare la tecnologia robotica per curare patologie oncologiche attraverso il sistema degli ultrasuoni focalizzati ad alta intensità. Un obiettivo sempre più vicino alla realizzazione.

Di Miriam Capuano

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Autore: Miriam Capuano

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