Cancro. Occhiali 3D, ultrasuoni e microonde la nuova frontiera per operarlo

Settore: new trends
Data inserimento: 12 luglio, 2016

occhialiOperare tumori senza mettere mano al bisturi utilizzando gli ultrasuoni o “cuocendo” le cellule maligne grazie al calore delle onde elettromagnetiche con risultati simili alla chirurgia oppure occhiali 3D adoperati per individuare ed eliminare il cancro con precisione: sono queste alcune delle cose che consente di fare l’oncologia interventistica, un settore su cui l’Italia ha scommesso da tempo. Arrivata in clinica da poco più di dieci anni e pronta per essere adoperata anche negli ospedali, la tecnologia trova così sempre maggiore applicazione a sostegno della medicina con notevoli risultati: ricoveri ridotti al minimo, costi più bassi e soprattutto zero cicatrici per i pazienti.

 I risultati del settore sono stati presentati la scorsa settimana durante l’Interventional Oncology Sans Frontiere Concress, primo meeting mondiale su fusion imaging e realtà aumentata in procedure interventistiche svoltosi a Milano. Orgoglio italiano, sono state mostrate le potenzialità degli occhiali in 3D per la realtà aumentata Endosight, frutto della ricerca della start-up Raw. Le particolari lenti riescono a vedere all’interno del paziente, consentendo al chirurgo di muoversi nelle strutture senza uso di altre metodiche e in tempo reale. Maggiore precisione, ma anche minore esposizione a radiazioni per gli operatori sono alcuni dei vantaggi offerti dall’utilizzo di questo innovativo strumento che diventerà realtà tra soli due o tre anni.

Altre tecniche. Ottimi risultati sono stati, invece, evidenziati per l’uso delle microonde che possono essere impiegate per terapie ablative in organi come il fegato o  nel collo e in quello degli ultrasuoni che vengono utilizzati su tumori difficili da operare come quelli del pancreas o metastasi ossee. Una sola seduta molto mirata con ultrasuoni focalizzati fatti convergere in un unico punto all’interno del corpo, dove raggiungono la massima energia, aumentando la temperatura locale consente di bruciare il tumore senza danneggiare, durante il loro percorso,  né la pelle né altri tessuti del paziente. Come spiegano gli esperti l’interventistica non può essere usati per tutti i tipi di pazienti né di tumori, ma rappresenta comunque un’ottima arma nella lotta alle neoplasie.

Di Miriam Capuano

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Autore: Miriam Capuano

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