Cella a combustibile, come ricavare elettricità dall’urina

Settore: energia
Data inserimento: 27 aprile, 2016

organicphotoProdurre elettricità dall’urina, usando zucchero e bianco d’uovo? E’ questa l’idea rivoluzionaria di un team di studiosi dell’Università di Bath, in Gran Bretagna, che ha inventato la cella a combustibile, in grado, proprio, di produrre energia dall’urina. Al capo del team inglese c’è la ricercatrice partenopea, laureata alla Federico II di Napoli, Mirella Di Lorenzo. Semplice il funzionamento della cella che, in realtà, utilizza un processo già noto, ovvero la produzione di energia elettrica da parte di microbi che mangiano rifiuti; le cosiddette «fuel cell microbiche».  A «mangiare» i rifiuti organici della pipì, producendo elettricità, sono batteri come Shewanella putrefaciens o Aeromonas Hydrophila.

 Per la realizzazione delle celle a combustibile, il gruppo di ricercatori di Bath ha usato un catodo creato con glucosio e ovalbumina, una proteina del bianco d’uovo: un materiale di gran lunga più economico del platino usato nelle celle tradizionali. La batteria ottenuta, grande solo 6,4 centimetri quadrati e spessa pochi millimetri, ha un costo di sole 2 sterline, quindi, solo 2 euro e 50. Allungando gli elettrodi, poi, da 4 a 8 millimetri, gli scienziati sono riusciti anche a raddoppiare la potenza, fino a 2 watt per metro cubo; per dare un’idea quella necessaria a un cellulare.

Ottenere energia sicura, affidabile ed ecologicamente sostenibile: è stata questa la sfida che il team di studiosi ha raggiunto con l’invenzione di queste celle che sfruttano un combustibile molto economico ovvero semplice urina.

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Autore: Laura Pinto

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