COME IL SUD PUÒ ESSERE LA LOCOMOTIVA DELL’ITALIA

Settore: editoriali
Data inserimento: 17 ottobre, 2014

unita_italia_questione_meridionaleSpesso sentiamo dire che il Mezzogiorno è un terra senza speranza. Spesso l’immagine che ci viene trasmessa è quella di un paese le cui difficoltà, figlie della storia o peggio ancora dell’antropologia, non possano essere in alcun modo sradicate. Per questo motivo si finisce troppo spesso a pensare che il Sud sia solo una parte malata del Bel Paese, in cui non valga neanche la pena investire, soprattutto in tempi di crisi.

Così, in un clima di sconforto e frustrazioni si arriva a sognare secessioni, come se il Mezzogiorno fosse un’isola a se stante piuttosto che un pezzo dell’Italia e dell’Europa. Un atteggiamento che, negli anni, ha solo peggiorato la situazione generale del nostro paese. Lo snodo centrale per uscire dall’en passe, infatti, sta nell’iniziare a considerare il Sud come una parte importante e fondamentale per il futuro dell’Italia, uno dei motori che può far ripartire l’intero paese. Il Mezzogiorno, infatti, con i suoi cervelli e le varie creatività da mettere a lavoro, il patrimonio culturale e ambientale, le potenzialità logistiche ed energetiche può essere una vera locomotiva per il Bel Paese. Basti pensare che in un’economia profondamente integrata come quella italiana, 100 euro di crescita al Sud comportano automaticamente 40 euro di crescita al Nord.È, dunque, necessario che le classi dirigenti economiche e politiche inizino a guardare lontano e che l’opinione pubblica nazionale non sia concentrata solo su ciò che accade nel proprio giardino.

L’economia italiana deve ripartire sulle gambe di imprese nuove. Essenziale è, dunque, il ruolo giocato dalla politica economica che se da un lato deve creare condizioni favorevoli ovvero semplificare, regolare bene, fornire servizi di alto valore e creare infrastrutture moderne, dall’altro deve promuovere lo sviluppo. Deve, quindi, investire in ricerca e favorire con le politiche appropriate i processi di crescita dell’industria moderna tanto al Nord quanto, con maggiore intensità, al Sud. Ovviamente non ci può essere benessere né sviluppo senza scuole, università, sanità e assistenza che abbiano standard europei.

Tanta strada deve ancora percorrere l’Italia, ma non può farlo senza il Sud, senza che ci si riappassioni alla Questione meridionale.

 

Foto: fonte internet

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Autore: Emiliana Avellino

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