Conto corrente, quanto ci costi

Settore: banche
Data inserimento: 8 agosto, 2014

imagesNel Bel Paese, un italiano su due preferisce ancora tenere in banca o alla Posta i propri risparmi. Bisogna, però, essere consapevoli che il conto corrente non è uno strumento di risparmio, ma solo un luogo dove depositare i propri soldi in attesa di decidere di investirli o di comprare qualcosa. Una sorta di parcheggio anche antieconomico in quanto, sui già scarsi interessi, si paga un aliquota fiscale più elevata rispetto a quella sui Buoni del Tesoro, circa il 7 percento in più.

Certo il conto corrente è uno strumento che permette di fare una serie di operazioni: dai trasferimenti di denaro, avere un Bancomat, all’accreditamento degli stipendi ed il pagamento delle bollette.  Inoltre, il c/c è uno strumento indispensabile per fare degli investimenti finanziari di medio-lungo periodo e acquistare azioni o Buoni del Tesoro. Ma si tratta di operazioni che le banche fanno pagare care, in parte con un canone mensile, in parte attraverso una contabilizzazione delle singole operazioni. Alcuni istituti di credito sono arrivati anche a far pagare la stampa dei movimenti. Così i conti correnti degli italiani sono tra i più costosi d’Europa, costano circa il doppio, in media 253 euro rispetto alla media europea di 116, nel dettaglio: agli 89 della Germania ed ai circa 187 della Francia.

A metterlo in evidenza è stato un rapporto dell’Unione Europea che ha confermato una precedente indagine condotta dall’Antitrust sui costi dei servizi bancari, che ha fatto emergere come alcune spese non abbiano ragione d’essere. Così, proprio grazie all’intervento dell’Autorità Garante sono stati presi i primi provvedimenti che hanno portato all’abolizione dei costi di chiusura dei conti, mentre la Banca d’Italia ha varato una serie di direttive in favore di una maggiore trasparenza nel rapporto cliente/banca.

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Autore: Alessandro Casta

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