Crisi bancarie. Bail-in, cosa rischiano e quali sono i consigli per i risparmiatori

Settore: banche
Data inserimento: 4 gennaio, 2016

bancheAnno nuovo, regole nuove: è proprio il caso di dirlo. Partiamo dalle novità in tema  di banche dove, da qualche giorno, sono in vigore le nuove norme previste dalla direttiva Brrd (Bank Recovery and Resolution Directive), per le quali a gestire le crisi degli istituti di credito non sarà più lo Stato (bail-out), ma come per tutte le imprese private, saranno i “proprietari” ovvero gli azionisti (bail-in). In altre parole, le eventuali passività scoperte delle banche saranno colmate in prima battuta dagli investimenti degli azionisti, poi da chi detiene obbligazioni subordinate delle banche stesse, ed, infine, dai conti correnti superiori ai 100mila euro.

Nel dettaglio. In caso di crisi, il capitale degli azionisti della banca sarà il primo ad essere intaccato. Se non fosse sufficiente, azzerato quello, si passerà ai titolari di altre categorie di strumenti finanziari emessi dalla banca a partire dalle azioni di risparmio e le obbligazioni convertibili in azioni;  a scaloni, si attaccheranno, poi, i «titoli subordinati senza garanzia», le cosiddette obbligazioni junior, ed i «crediti non garantiti» come per esempio le obbligazioni senior insecured. In ultima istanza ad essere intaccati saranno i conti correnti superiori ai 100.000 euro delle persone fisiche e delle piccole e medie imprese. I risparmiatori che hanno depositato in banca una cifra al di sotto o pari a 100mila euro potranno, dunque, dormire sonni tranquilli; cifra che sale a 200mila euro se il conto è cointestato.

 Come possono tutelarsi i risparmiatori che, invece, hanno “risparmiato” troppo. Ci sono altri strumenti sicuri in caso di crisi del proprio istituto bancario come  le obbligazioni emesse dalla banca e coperte da una garanzia, per esempio i covered bond che rientrano nelle obbligazioni senior, le cassette di sicurezza o i titoli detenuti nel deposito titoli se non sono stati emessi dalla banca in crisi. In questi ultimi casi, infatti, l’Istituto sta solo conservando beni che sono e restano unicamente del risparmiatore.

Di Alessandro Casta

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Autore: Alessandro Casta

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