Elettricità, cambia la bolletta. Risparmi per famiglie numerose, stangata per i single

Settore: energia
Data inserimento: 7 dicembre, 2015

luceIl conto alla rovescia per l’avvio dell’iter che, in due anni, porterà alla completa rimodulazione delle tariffe elettriche è iniziato e dal prossimo gennaio si vedranno già i primi effetti che interesseranno 30 milioni di utenti elettrici domestici italiani. I cambiamenti sono frutto del decreto legislativo n. 102/14 (introdotto a sua volta come recepimento della direttiva europea 27/2012 sull’efficienza energetica), per il quale l’Italia dovrà uniformare agli altri paesi europei la struttura delle proprie tariffe. L’obiettivo, come ha spiegato l’Autorità  per l’Energia, sarebbe quello di raggiungere una maggiore equità delle tariffe elettriche di “sostenere la diffusione di consumi efficienti oggi penalizzati da costi eccessivi, semplificare e rendere più trasparente la bolletta, rendere quello che paghiamo più equo e realmente aderente ai costi dei servizi di rete”.

Tariffe più eque e bollette più trasparenti sarebbero, dunque, tra le finalità  di questa  riforma che seguirà un percorso graduale: dal 1 gennaio 2016 verrà solo ridotta la progressività delle tariffe e  resteranno, quindi, operativi gli attuali scaglioni tariffari che saranno completamente eliminati entro il 2017. Nella fase iniziale i consumatori non dovrebbero notare grandi cambiamenti in bolletta, con l’eliminazione degli “scaglioni”, invece, il prezzo unitario del kilowattora non aumenterà più all’aumentare dei prelievi, ma sarà uguale per tutti i kilowattora consumati. Ci sarà, dunque, un’importante passaggio da una tariffa “progressiva” ad una “proporzionale” ai consumi che dovrebbe portare a una diminuzione del costo unitario del kilowattora consumato.

Per compensare, se il costo variabile della bolletta si abbassa, il costo fisso aumenta. Così ci si troverà in bolletta un rincaro sul costo del contatore. Una modifica tariffaria che farà aumentare i costi anche laddove non ci siano stati consumi. In altre parole: mentre i costi del consumo diminuiscono, i costi fissi aumentano e, di conseguenza, a risparmiare saranno le famiglie numerose e coloro che consumano molto. Nel dettaglio si stima che le famiglie numerose registreranno un risparmio di circa 46 euro, mentre per la famiglia tipo la spesa media annuale aumenterà, tra il primo gennaio 2015 e il primo gennaio 2018, di 21 euro; il rincaro maggiore sarà per i single benestanti, che pagheranno 78 euro in più (+2 euro al mese nel 2016, +3,7 euro nel 207 e +0,6 euro nel 2018). Se state pensando di consumare di più per risparmiare state attenti a non aumentare la potenza perché se doveste, per esempio, istallare un apparecchio che dovesse comportare un “salto” a un allacciamento di potenza superiore gli extra-costi potrebbero rivelarsi una vera batosta.

Brutte notizie sono in arrivo anche per i non residenti che, per effetto del Decreto, si vedranno recapitare bollette più care dei residenti  a causa degli oneri di sistema. I non residenti, ovvero, pagheranno una parte degli oneri di sistema come quota fissa e una parte sul consumo, mentre i residenti li pagheranno tutti in proporzione a quanto consumato, ma a loro toccherà anche saldare il canone Rai. Nessuna variazione invece ci sarà per famiglie e single bisognose, che beneficeranno del bonus elettrico, che nel 2016 verrà automaticamente potenziato dall’Autorità per l’energia. Infine, restano ancora non chiarite le modalità di applicazioni delle accise che, al momento, sono proporzionali ai consumi (kWh), tranne per gli utenti residenti con potenza impegnata 3kW (ai quali viene applicata una esenzione per i primi 1800kWh/annui, progressivamente ridotta per consumi oltre i 2640kWh/annui). Ora bisognerà capire cosa accadrà con l’eliminazione degli scaglioni. 

Di Laura Pinto

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Autore: Laura Pinto

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