Energia, l’olio da cucina per produrre elettricità

Settore: energia
Data inserimento: 10 giugno, 2015

Olio-alimentareStrano, ma vero: dall’olio comunemente usato in cucina per friggere può essere ricavata energia. Questo quanto emerso nell’ambito di Festambiente Expo, a Milano dove è stata presentata l’esperienza realizzata dal Progetto Life “Recoil” per il recupero dell’olio vegetale in cucina, cofinanziato dalla Commissione Europea nell’ambito del programma Life+, che vede come capo fila AzzeroCO2 e come partner di progetto Kyoto Club, Legambiente, Cid Software e Conoe.

Da rifiuto a risorsa. L’olio usato da fastidioso scarto da smaltire può trasformarsi, se recuperato correttamente, in una fonte di vantaggi economici ed ambientali. Basti considerare che si è calcolato che da un kg di olio vegetale esausto, dopo purificazione meccanica (filtrazione, centrifugazione, separazione), si producono circa 3,6 kWh di energia elettrica e 3,5 kWh di energia termica con emissioni nell’ambiente di particolato, CO, CO2, NOx inferiori rispetto a quelle causate dall’utilizzo di combustibili tradizionali.

Il progetto è stato avviato nell’autunno del 2011 e, negli ultimi anni, ha permesso di realizzare una filiera ottimizzata per il recupero dell’olio vegetale usato in cucina, con un sistema per la raccolta porta a porta attivata nei due comuni pilota, Castell’Azzara (GR) e Ariano Irpino (AV).  Fino ad ora sono stati raccolti 2.122 litri di olio vegetale usato, grazie al quale si è evitato di immettere in atmosfera circa 125 kg di CO2. Se si considera che in Italia si stima una produzione di oli vegetali esausti pari ad oltre 250mila tonnellate, di cui più della metà prodotte da consumo domestico, si comprende quale importanza riveste il progetto Recoil.

Di Alessandro Casta

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Autore: Alessandro Casta

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