Equitalia, nulle le cartelle esattoriali prive di “trasparenza”

Settore: banche Buono a sapersi
Data inserimento: 13 febbraio, 2015

equitaliaForse non tutti i cittadini sanno ancora che: tutti gli atti di riscossione notificati dopo giugno 2008, se privi dell’indicazione della base di calcolo degli interessi sono illegittimi. A stabilirlo è stata la Cassazione Civile Tributaria con la sentenza n.4516 del 21 marzo 2012. Questo vuol dire che laddove manca trasparenza nella cartella esattoriale, che il più delle volte è di Equitalia, il contribuente non è tenuto al pagamento. Un atto trasparente significa che l’utente non si ritrova solo davanti alla cifra globale degli interessi dovuti, ma anche a tutti quegli elementi che riportano a quel totale.

In pratica il contribuente deve  avere la possibilità di verificare la correttezza dei calcoli effettuati dall’agenzia deputata alla riscossione. Per fare un esempio pratico: se dall’esame della cartella esattoriale il cittadino non viene messo in condizioni di comprendere chiaramente il tasso degli interessi imposto oppure il metodo di calcolo applicato,  se viene applicata, per esempio, la capitalizzazione semplice degli interessi o quella composta  e in quest’ultimo caso qual è il periodo di riferimento, in virtù della sentenza sopra citata, la cartella esattoriale è da considerarsi nulla. Dunque, non va pagata.

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Autore: Emiliana Avellino

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