EURO O LIRA QUESTO È IL DILEMMA

Settore: banche
Data inserimento: 10 novembre, 2014

lira-euroAgli Italiani capita spesso di interrogarsi su cosa accadrebbe se si tornasse alla Lira. Molti sono quelli che la rimpiangono, in virtù di quel potere di acquisto che avevano in passato e che ormai sembra solo un lontano ricordo. Un problema, però, che di certo non si risolverebbe con l’uscita dell’Italia dall’Euro, anzi. Ci sarebbe, infatti, un deprezzamento della moneta con una conseguente diminuzione: del potere d’acquisto, di almeno il 30 per cento degli stipendi e delle pensioni nonché di perdita di posti di lavoro e di aumento dei prezzi. In modo particolare raddoppierebbero i costi dei beni importanti tra cui, per citarne alcuni: gas, petrolio, elettricità, telefonini, computer e auto straniere.

Il ritorno alle vecchie monete nazionali sarebbe, quindi, un danno enorme non solo per i paesi economicamente più deboli, ma anche per quelli forti come la Germania, il cui reddito nazionale dipende per il 50 per cento dalle esportazioni, per gran parte effettuate nell’eurozona. Ci sarebbe nei 17 paesi dell’area euro un crollo del prodotto interno lordo, stimato tra il 20 ed il 30 per cento, e come, inevitabile, conseguenza un notevole incremento della disoccupazione. A pagarne le conseguenze maggiori sarebbero, dunque, le famiglie. A questa va aggiunta un’altra importante considerazione, contrariamente a quanto qualcuno possa pensare, l’Euro è una moneta forte che dà fastidio soprattutto all’alta finanza internazionale ancorata al dollaro e alla sterlina.

L’economia dei 17 paesi dell’Eurozona è forte, nonostante i venti di recessione mondiale e le diverse economie, per capacità competitive e debiti nazionali. La cosiddetta crisi dell’Euro, quindi, non dipende tanto dalla fragilità della moneta unica, ma piuttosto dalla debolezza della politica europea che non è stata in grado di fronteggiare, in tempo, la crisi finanziaria degli stati più deboli. Discorso a parte va fatto per la Grecia dove erano stati falsificati i bilanci all’insaputa dei partner europei. L’uscita di Atene dalla moneta unica, però, come in tanti hanno auspicato al culmine della crisi greca, non sarebbe d’aiuto, ma anzi andrebbe a nuocere tutti i paese creditori, la Germania in testa e poi la Francia, che sono tra gli Stati che vantano i maggiori crediti nei confronti della Grecia.Dunque, come hanno sottolineato il governatore della BCE e la cancelliera Merkel quella dell’Euro è una scelta irreversibile, alla quale anche gli italiani più nostalgici dovranno rassegnarsi.

Di Alessandro Casta

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Autore: Alessandro Casta

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