FRAGILITÀ, VIRTÙ INTERIORE OLTRE IL WEB

Settore: editoriali
Data inserimento: 1 luglio, 2014

fragilitaLavorare, trascorrere il tempo libero, dedicarsi agli interessi culturali ed ai giochi: sono alcune delle cose che, quotidianamente, facciamo nel mondo della rete web. Un mondo che, in molti casi, temporalmente domina il mondo reale, dove, però, si trovano gli oggetti e le persone e non solo una loro immagine o rappresentazione. Una realtà quella virtuale dove, come ha sottolineato lo psichiatra Eugenio Borgna, le persone perdono la percezione della fragilità delle cose e di sé stessi. Nell’universo del web, infatti, nulla si crea e nulla si distrugge gli oggetti si possono spostare nel cestino, ma è solo una simulazione digitale e non è di certo la stessa cosa che appallottolare una carta e gettarla nel contenitore di casa propria.

In quest’ultima situazione la scelta è quella di perdere definitivamente quel documento. Nella rete, invece, si può decidere di interrompere qualcosa, ma non di romperla e distruggerla definitivamente. Dal mondo dei nostri avi, fatto di fragilità – dove le bambole di ceramica erano delicate, bisognava far attenzione al vaso antico dei nonni ed a non far cadere a terra gli occhiali– si è passati ad una realtà di oggetti virtuali. Come conseguenza di ciò, si è persa in gran parte la percezione della fragilità, che, invece, come sottolinea lo psichiatra è una virtù interiore che può salvarci dall’eternità della rete. Salvarci dalla presunzione che tutto possa rimanere sempre e comunque.

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Autore: Emiliana Avellino

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