Italia, sempre più “povera” di italiani

Settore: editoriali
Data inserimento: 30 ottobre, 2015

bambina-valigiaProvate ad andare a Milano e vedete quanti milanesi incontrate. Io ne ho incontrati davvero pochi, eppure ci sono stata varie volte. Ho incontrato siciliani, napoletani, calabresi e pugliesi, ma di milanesi, figli di milanesi, veramente pochi. Il Sud Italia sembra, dunque, lavorare quasi tutto al nord e non si capisce perché in molti continuino a pensare che la gente del Meridione non abbia voglia di lavorare quando per farlo rinuncia, spesso, alla città di origine e alla vicinanza con la famiglia d’appartenenza.

Se molti del Mezzogiorno per lavorare si spostano al Nord quelli del Settentrione  dove vanno? Secondo il rapporto Italiani nel mondo 2015 presentato, qualche settimana fa, dalla Fondazione Migrantes a fare le valigie, nel 2014, sono stati proprio i settentrionali, in prevalenza uomini, ben il 56,0%, tra i 18 ed i 34 anni nel 35,8% dei casi e per il 59,1% non sposati. Le mete preferite sono state la Germania (14.270), seguita dal Regno Unito (13.425). Secondo i dati gli espatri, solo nell’anno scorso, sono stati 101.297, con una crescita del 7,6% rispetto al 2013 (94.126).

Un continua emigrazione, dunque, che dovrebbe destare almeno qualche preoccupazione. Eh sì, perché, sempre stando al rapporto, nell’ultimo decennio l’esodo italiano è cresciuto notevolmente . Basti considerare che dai 33.106.251 iscritti all’Anagrafe italiana residenti all’Estero del 2006 si è passati ai 4.636.647 iscritti nel 2015, c’è stato, ovvero, un incremento pari al 49,3%. Menti brillanti, spesso formate nel Bel Paese, che poi non è riuscito ad offrirgli una realizzazione personale e professionale costringendole ad abbandonare tutto alla ricerca della “fortuna” all’estero soprattutto in Argentina, Germania e Svizzera e, negli ultimi anni,  in Spagna, Venezuela e, dal 2013, in Irlanda, Cina ed Emirati Arabi. E secondo voi  di questo passo, tra qualche decennio, quanti saranno gli italiani ancora in Italia?

Di Emiliana Avellino

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Autore: Emiliana Avellino

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