Made in Italy, ma non troppo

Settore: banche editoriali
Data inserimento: 9 settembre, 2014

Made-in-italySecondo voi quanti dei prodotti che compriamo e consumiamo quotidianamente sono realmente italiani, ovvero prodotti in stabilimenti nazionali? Beh, molto pochi,  almeno stando ai dati della ricerca fatta da Mediobanca sui principali gruppi industriali tricolori, dalla quale  è emerso che il 67 per cento della produzione Made in Italy è tutt’altro che Italy. In pratica si tratta di merce prodotta regolarmente dai marchi titolari del Bel Paese ma, per lo più, nell’Est Europa oppure in Asia, quindi con operai non  italiani e probabilmente con tasse non pagate in Italia.

Il cosiddetto fenomeno della delocalizzazione che secondo i dati del 2011, dal 2001 ha portato all’estero circa 27mila aziende tricolori, con l’inevitabile conseguenza, evidenziata dall’analisi di Mediobanca, di una riduzione dell’occupazione del cinque per cento soprattutto tra le tute blu e nel settore manifatturiero. Un fenomeno facilmente spiegabile se si considera che nel nostro Paese mancano misure che agevolino le aziende, che inducano l’imprenditore a restare o addirittura a tornare a produrre in Italia.

Tasse basse, azzerare i tempi della burocrazia nonché giustizia tempestiva sono tra le cose che il Governo dovrebbe garantire a chi decide di investire in un’attività industriale. Una manovra essenziale per salvare il Bel Paese in quanto solo se si ritorna a fare impresa in Italia finalmente cresceranno i tassi occupazionali ed i consumi ed il Pil potrà tornare, finalmente, a crescere.

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Autore: Emiliana Avellino

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