Mutuo casa, come detrarlo nella dichiarazione dei redditi

Settore: banche
Data inserimento: 26 maggio, 2015

casa-australiana-della-famiglia-17919383Tutti coloro che stanno pagando un mutuo possono detrarre alcune spese nella dichiarazione dei redditi ovvero nel Modello 730 oppure Unico 2015. Nello specifico: quanti hanno ottenuto un prestito per l’acquisto dell’abitazione principale o prima casa possono scaricare il 19% sugli interessi passivi pagati. La detrazione massima è di 4.000 euro.

In caso di mutuo cointestato. La detrazione degli interessi passivi spetta ad  ogni cointestatario indipendentemente dalla quota di proprietà della casa, in quanto la detrazione spetterà in ragione della ripartizione del finanziamento; a tal proposito se il soggetto che paga il mutuo è uno quel soggetto sarà legittimato alla detrazione degli interessi per il 100%. L’agenzia delle entrate ha, però, chiarito anche che qualora due coniugi acquistino un immobile al 50% e solo uno risulta intestatario del contratto di mutuo solo il soggetto intestatario può detrarre gli interessi, ma sul 100% degli interessi pagati.

Contratti di mutuo che non danno diritto alla detrazione. Quelli che sono stati stipulati nel 1991 o nel 1992 per motivi diversi dall’acquisto della propria abitazione, per esempio, per la ristrutturazione della propria abitazione, oppure per i mutui stipulati a partire dal 1993 per l’acquisto di una residenza secondaria, o ancora per i mutui stipulati nel 1997 per ristrutturare gli immobili e i mutui ipotecari stipulati a partire dal 1998 per la costruzione e la ristrutturazione edilizia dell’abitazione principale. Non rientrano nell’ambito di applicazione della detrazione nella compilazione del 730 o dichiarazione dei redditi Irpef, inoltre, gli interessi passivi che derivano da aperture di credito bancarie,  cessione dello stipendio, finanziamenti diversi da quelli relativi a contratti di mutuo, anche se con garanzia ipotecaria su immobili nonchè quelli che derivano da mutui che eccedono il costo dell’immobile. Mentre, nel caso in cui venga stipulato un mutuo ipotecario, sovvenzionato con contributi concessi dallo Stato o da Enti pubblici, gli interessi passivi danno diritto alla detrazione solo per l’importo effettivamente rimasto a carico del contribuente e sempre che tali mutui non siano stati erogati in conto capitale.

Altre detrazioni. Agli interessi passivi possono essere aggiunti altri oneri accessori come, ad esempio, le spese di perizia, quelle notarili o le imposte pagate per l’iscrizione e la cancellazione dell’ipoteca. La detrazione spetta esclusivamente a chi ha sottoscritto il finanziamento ipotecario ed è il proprietario dell’immobile. Il beneficio fiscale non si perde se l’immobile è adibito ad abitazione principale di un familiare entro il terzo grado (o un affine entro il secondo) e in caso di trasferimento per motivi di lavoro.

Se l’immobile oggetto del mutuo è una seconda casa. Quando il prestito è stato ottenuto su un’abitazione diversa da quella dove si risiede abitualmente, si ha diritto alla detrazione solo se il finanziamento è stato stipulato prima del 31 dicembre del 1992. In tal caso, si può scaricare il 19% sugli interessi passivi, oneri accessori e quote di rivalutazione dipendenti da clausole di indicizzazione per mutui ipotecari (cioè l’aggiornamento del valore del capitale con il coefficiente del parametro scelto a riferimento).

Per i mutui contratti per la costruzione o la ristrutturazione dell’abitazione principale. A partire dal 1998 si possono portare in detrazione anche gli interessi passivi, gli oneri accessori e le quote di rivalutazione dipendenti da clausole di indicizzazione relativi ai mutui contratti per la costruzione o la ristrutturazione dell’abitazione principale. L’importo massimo sul quale calcolare il 19% è in questo caso pari a 2.582,28 euro. Bisogna, però, fare attenzione: si ha diritto al beneficio fiscale solo se il mutuo viene stipulato nei sei mesi precedenti o entro i 18 mesi successivi all’inizio dei lavori, mentre l’immobile deve essere adibito ad abitazione principale entro sei mesi dal termine dei lavori di costruzione.

Di Alessandro Casta

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Autore: Alessandro Casta

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