Questione meridionale: è tutta colpa dei geni?

Settore: editoriali
Data inserimento: 10 giugno, 2016

genoma-300x240È triste come nel 2016 si debbano ancora leggere ed ascoltare frasi razziste come quelle pronunciate qualche settimana fa, durante un programma televisivo, che seppure riferite all’abusivismo edilizio di fatto recitavano: “ mi auguro che il  Vesuvio si riprenda le case che i napoletani hanno messo là”  e  “perché certe cose avvengono al Sud e non in Lombardia?”. Purtroppo, capita ancora di frequente che l’immagine che viene trasmessa del Mezzogiorno sia quella di una terra senza speranza, figlia della storia o peggio ancora dell’antropologia.

“È il DNA che fa le carte, sono destinato all’omicidio e a laurearmi con un master specializzato in abominio”. Così il cantautore campano Francesco Amoruso canta nel suo singolo l’Ombroso il disagio per l’immagine data del Meridione con un brano con cui mette alla gogna i razzisti di ogni specie e ‘razza’, reinterpretando in chiave ironica le discusse e infondate teorie del criminologo Cesare Lombroso, secondo cui l’origine del comportamento criminale era insita nelle caratteristiche fisiche del criminale.

Così la critica sociale viaggia anche attraverso le parole di un rap veloce e pungente: “Mi ero convinto che la mia malattia fosse frutto di questa democrazia, alla fine è solo un fatto di fisionomia”. La critica è ad un sistema che non sempre è in grado di esaltare le diversità, di una politica economica che dovrebbe riprendere a guardare dal verso giusto del cannocchiale; creare crescita e offrire uguali opportunità ai cittadini del Sud quanto a quelli del Nord.

Troppo spesso, infatti, ci si dimentica che il Mezzogiorno è anche una terra ricca di bellezze naturali, di risorse, di idee, di uomini e di donne che lavorano e lottano ogni giorno per “riscattarsi”.  Allora che si investa in scuole, università, sanità e assistenza, si raggiungano standard europei, si creino infrastrutture moderne, si  promuova lo sviluppo, si forniscano servizi di alto valore. È necessario che si riparta uniti e non si parli più di Nord e il Sud, ma solo  di Italia, perché andando avanti così ad essere segnato non è soltanto il destino del Mezzogiorno.

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Autore: Emiliana Avellino

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