Referendum trivelle, si voti Si o No purché si voti

Settore: editoriali energia
Data inserimento: 15 aprile, 2016

trivelle“Forma di governo che si basa sulla sovranità popolare esercitata per mezzo di rappresentanze elettive, e che garantisce a ogni cittadino la partecipazione, su base di uguaglianza, all’esercizio del potere pubblico”: è questa la definizione che si trova sul vocabolario Treccani della parola Democrazia. Beh, sono diverse le persone che credono che in Italia ci sia poca democrazia: poche occasioni di esprimere la propria “sovranità” e troppo spesso scarse occasioni di essere rappresentati adeguatamente da coloro che si era preposti a farlo. Poi può capitare che le stesse persone che si lamentano per la mancanza di democrazia in Italia decidano di non andare a votare quando viene indetto un referendum che è una delle poche forme di democrazia diretta che ci sono nel Bel Paese. Una delle rare opportunità che il cittadino ha di andare alle urne e decidere autonomamente su una determinata questione.

Una di queste rare occasioni ci sarà domenica 17 aprile quando si svolgerà il referendum sulle trivelle, il primo nella storia d’Italia ad essere stato ottenuto dalle Regioni. Sono stati infatti dieci consigli regionali, poi diventati nove dopo il ritiro dell’Abruzzo, ad aver depositato le firme necessarie per indire il voto popolare. Domenica prossima, gli italiani sono chiamati a decidere se i permessi per estrarre idrocarburi in mare, entro 12 miglia dalla costa, ovvero circa 20 chilometri da terra, debbano durare fino all’esaurimento del giacimento, come avviene attualmente, oppure fino al termine della concessione. Una questione non da poco se si pensa che nei mari italiani ci sono 135 piattaforme e teste di posso di cui sono 92 quelle entro le 12 miglia e, dunque, interessate dal referendum.

Votare sì o votare no, per Greenpeace le piattaforme rappresentano un pericolo concreto per la salute umana e per la fauna ittica; sono di diverso parere, invece, Ottimisti e Razionali, organizzazione, formata da politici o ex politici, che si batte contro il referendum sostenendo che non ci sono criticità per l’ecosistema marino legate alle piattaforme. In ogni caso che si decida di votare Sì, con l’intento di bloccare tutte le trivellazioni quando scadranno le concessioni, o di votare No, così da tenere le trivelle nei nostri mari fino ad esaurimento dei giacimenti, la cosa importante è che si vada  a votare perché esprimere il proprio voto durante un referendum significa proprio dare valore alla parola democrazia.

Di Alessandro Casta 

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Autore: Alessandro Casta

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