Riforma tariffe elettriche, partita la petizione per impedire aumenti in bolletta

Settore: energia
Data inserimento: 14 gennaio, 2016

petitionDal 1 gennaio 2016 è entrata in vigore la riforma delle tariffe elettriche per i clienti domestici che, approvata il 2 dicembre scorso dall’Autorità per l’Energia, gradualmente, dal 2016 al 2018, abolirà la progressività. Questo vuol dire che se con il meccanismo in vigore fino al 2015 gli utenti pagavano in proporzione ai loro consumi effettivi, ora, i costi di rete sono spostati sulla parte fissa della bolletta cosa che andrà inevitabilmente a vantaggio di chi consuma di più e a svantaggio di chi risparmia energia e usa le fonti rinnovabili, come il fotovoltaico.

Per capire cosa accadrà basta dare un’occhiata ad un esempio pratico riportato dal sito Qualenergia: “un utente non residente che ha consumi molto bassi, 900 kWh, nel 2018, quando il percorso previsto della riforma sarà completato, pagherà circa 117 euro in più rispetto ad una bolletta attuale di 260 euro/anno, mentre un utente residente che consumi 2.700 kWh l’anno a regime pagherà 19 euro in più l’anno”. A dover pagare bollette più salate, dunque, saranno coloro che hanno consumi al di sotto dei 2.700 kWh l’anno, che stando ai dati dell’Autorità per l’energia e il gas e per il Servizio Idrico (AEEGSI):, sono oltre l’82% dei 29.430.000 utenti domestici italiani.

In termini numerici si parla di 24 milioni di utenze “danneggiate” dalla riforma delle bollette elettriche a difesa delle quali sono scese in campo una serie di associazioni: ITALIA Solare, Progressi, Legambiente, Kyoto Club, Codici e Adusbef che hanno lanciato un appello al Ministero dello Sviluppo Economico. “Fermiamo gli aumenti ingiusti, lo spreco energetico e questo nuovo incentivo all’utilizzo dei combustibili fossili!”: è questo lo slogan della petizione lanciata dalle associazioni che chiedono “ si applichino nuove tariffe a chi dimostra di fare scelte virtuose dal punto di vista dei consumi energetici, salvaguardando le tasche delle famiglie italiane e dei piccoli e medi consumatori di energia elettrica” e che “la riforma garantisca le condizioni di convenienza dell’uso delle rinnovabili, fotovoltaico in testa, nel rispetto delle direttive europee e dalla normativa nazionale vigente”.

Di Laura Pinto

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Autore: Laura Pinto

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