Rinnovabili, il sorpasso storico delle fonti pulite sull’energia fossile

Settore: energia
Data inserimento: 7 maggio, 2015

ENERGIE-RINNOVABILI Il processo di transizione verso le fonti rinnovabili  è, ormai, stato azionato ed è in continua crescita, in Europa come nel resto del mondo. Basta dare un’occhiata ai dati: nell’UE già nel 2008, le nuove installazioni energetiche erano al 57% da fonti verdi contro 43% di fossili, nel 2011 si è arrivati al 71% contro il 29% e nel 2014 a 79% contro il 21%. A farla da leone è sicuramente il solare che negli ultimi dieci anni ha avuto un notevole sviluppo, solo l’anno scorso si è aggiunta molta più capacità da fotovoltaico che da carbone e gas.

Di certo a rallentare i ritmi di crescita sono stati il taglio degli incentivi e la crisi economica che però non sono riusciti a fermare il trend: la nuova energia installata in Europa è sostanzialmente quella da rinnovabili. L’anno scorso nell’Unione sono stati costruiti 26,9 gigawatt di potenza elettrica, cioè 9,4 gigawatt in meno rispetto al 2013. L’eolico  con 11,8 gigawatt di nuova potenza (il 43,7%),  il fotovoltaico con 8 gigawatt (il 29,7%), segue il carbone con il 12,3%, il gas con l’8,7%, le biomasse e rifiuti al 4%, l’idroelettrico all’1,6% e il resto è geotermico (45 megawatt) ed energia marina (1,3 megawatt). A fronte di questi dati, nel 2014, non ci sono state, invece, installazioni per nucleare, olio combustibile e solare a concentrazione; mentre sono stati diversi gli impianti dismessi:  7,2 gigawatt a carbone, 2,9 gigawatt a gas, 1,1 gigawatt a olio combustibile, 423 megawatt eolici, 370 megawatt a biomasse e 15 megawatt idro. Secondo le previsioni di Bloomberg New Energy Finance nel 2030 le nuove installazioni di potenza pulita supereranno di quattro volte quelle di gas, carbone e petrolio assieme.

Ad accelerare sulle rinnovabili non è, però, solo l’Europa. A novembre scorso, in una storica dichiarazione congiunta con gli Usa, Pechino si è impegnata a fermare la crescita delle sue emissioni entro il 2030 e a portare al 20% la quota di fonti rinnovabili nel proprio mix energetico. Già nel 2014, per la prima volta nella storia, la Cina ha diminuito il proprio consumo di carbone del 2,9% e ha ridotto del 4,8% l’intensità energetica del suo sistema, cioè il rapporto tra consumi di energia e Pil. Sono anni, ormai, che la Cina è il primo mercato mondiale per le fonti pulite e soprattutto per il solare, con 10 gigawatt installati l’anno scorso e ben 18 gigawatt stimati quest’anno.

Di Laura Pinto

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Autore: Laura Pinto

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