Rivoluzione polizze auto, addio discriminazioni tra Nord e Sud

Settore: assicurazioni
Data inserimento: 6 ottobre, 2015

rcÈ quasi fatta: il Ddl Concorrenza che contiene tra le diverse novità in materia di assicurazioni auto quella che prevede l’introduzione della cosiddetta tariffa unica nazionale è stato approvato a Montecitorio ed ora dovrà tornare in Senato per la rilettura finale.  Gli automobilisti perbene, onesti e virtuosi potranno finalmente tirare un sospiro di sollievo: non verranno più discriminati a causa del loro comune di residenza. Che abitino al Nord o al Sud grazie alla Tariffa unica nazionale si vedranno applicare gli stessi prezzi.

In pratica gli automobilisti residenti nelle regioni dove il costo medio del premio, calcolato sulla base dell’anno precedente, è superiore alla media nazionale, come ad esempio in Campania, e che non abbiano fatto incidenti per cinque anni consecutivi, verrà applicata una percentuale di sconto tale da commisurare la loro tariffa a quella media che verrebbe applicata a un qualsiasi assicurato, dalle medesime caratteristiche soggettive e collocato nella stessa classe di merito, residente in una regione con un costo medio inferiore alla media nazionale, riferito allo stesso periodo.

Unica condizione è che gli automobilisti abbiano istallato sulla propria auto la scatola nera, quindi potrebbero usufruire di tali vantaggi solo tra un lustro, ma si tratta comunque di una grande vittoria per uno dei promotori del provvedimento l’Onorevole Leonardo Impegno del PD. «Abbiamo rotto – ha dichiarato -  un muro di pregiudizi ed eliminato una discriminazione a base territoriale davvero intollerabile di cui sono state vittime finora gli automobilisti delle regioni del Sud e in particolare di Napoli e provincia, costretti a subire un vero salasso».

Secondo i dati diffusi nell’ultimo bollettino dell’Ivass, l’Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni, infatti, le 10 aree del Paese più «costose» comprendono tre province toscane (Prato, Massa-Carrara e Pistoia), tre calabresi (Crotone, Vibo Valentia e Reggio di Calabria), due pugliesi (Brindisi e Taranto) e due campane (Napoli e Caserta). Proprio quella partenopea «è la provincia con il prezzo più elevato (727 euro), mentre a Prato e Caserta la media dei prezzi è di 642 e 627 euro. L’analisi delle cifre, «anche circoscritta alle 10 province più costose, dunque, evidenzia che il “primato” è di Napoli e provincia dove si pagano in media 173 euro in più rispetto alla decima provincia più costosa (Brindisi).

Di Alessandro Casta

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Autore: Alessandro Casta

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