Sì della consulta alla fecondazione eterologa

Settore: new trends
Data inserimento: 5 luglio, 2014

fecondazione-eterologaIl divieto di fecondazione eterologa è incostituzionale. A stabilirlo è stata, oggi, la Corte Costituzionale che ha dichiarato illegittima la norma della legge 40 che vieta il ricorso a un donatore esterno di ovuli o spermatozoi nei casi di infertilità assoluta della coppia. Quello della Consulta rappresenta l’ennesimo provvedimento che di fatto va a ridisegnare la legge 40 modificandola in una sua parte essenziale rispetto alla formulazione originaria del 2004.

La sentenza permette, infatti, alle coppie dove uno o entrambi i partner sono sterili di poter ricorrere ai donatori di ovociti e spermatozoi. Come prima del 2004 sarà lecito, dunque, per le donne l’ovodonazione, mentre qualsiasi uomo fertile potrà donare il proprio seme. Una svolta importante che di fatto eviterà quello che gli specialisti, negli ultimi anni, hanno definito “procreazione esterologa”. Le coppie italiane non dovranno, quindi, più andare all’estero per potersi sottoporre a trattamenti di fecondazione assistita. Un dato rilevante se si pensa che sono state diverse migliaia le coppie che ogni anno, negli ultimi 10 anni, si sono messe in viaggio in cerca di uno spermatozoo o un ovocita. Un viaggio che costa intorno agli otto mila euro per la Spagna e meno se si scelgono mete come Cipro e Ucraina. Una scelta, quella di recarsi all’estero, fino ad oggi obbligata, economicamente discriminante per le coppie che non hanno la possibilità di pagarsi la trasferta oltre che rischiosa. Non sono mancanti, infatti, i casi di impianti di embrioni malati. Con la caduta del divieto all’eterologa, però, d’ora in poi tutto potrà essere lasciato alla libertà di scelta della coppia. Se, però, da un lato la sentenza apre nuove speranze per le coppie italiane che non possono avere figli, dall’altro mette in evidenza il vuoto normativo sull’argomento che c’è attualmente in Italia. Tra cui: l’anonimato di coloro che cedono i gameti, garantito in quasi tutti i Paesi, il diritto dei bimbi che nasceranno ad essere informati di chi sono i loro genitori, il tipo di analisi da fare per chi cede i gameti.

A tal proposito è intervenuto il ministro della salute Beatrice Lorenzin: «È ora necessario – ha dichiarato – un intervento parlamentare». Non solo mancanza di regole, altro problema è, al momento, l’assenza di «tempi tecnici». Nel Bel Pese non esistono più, infatti, banche del seme e ci vorrebbero almeno sei mesi per ricostituirle. Intanto, ci sono ovociti e soprattutto embrioni congelati nel limbo creato dalla legge che impedisce sia di distruggerli che di donarli alla scienza. Non a caso, ora, la battaglia contro la legge 40 va proprio in questa direzione. «Il prossimo obiettivo – ha infatti annunciato Marco Cappato, tesoriere dell’associazione per la libertà di ricerca scientifica Luca Coscioni – è quello dell’abolizione del divieto di ricerca sugli embrioni».

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Autore: Miriam Capuano

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