Sud senza Cultura, Italia senza futuro

Settore: editoriali
Data inserimento: 12 febbraio, 2016

italia“Dal 2000 al 2013 la spesa totale investita nel settore della cultura ha subito un crollo di oltre il 30% nel Mezzogiorno, passando da 126 a 88 euro pro capite, contro il -25% del Nord”. Questo è quanto rivela la Nota di ricerca “le spese per la cultura nel Mezzogiorno d’Italia” del Consigliere della SVIMEZ Federico Pica e Alessandra Tancredi, (Agenzia per la Coesione Territoriale, CPT, Unità tecnica centrale). Condotta sulla base di dati dell’Agenzia per la Coesione Territoriale/CPT/Unità tecnica centrale, la Nota ha analizzato l’andamento delle spese correnti, in conto capitale e totali per la cultura, a livello delle circoscrizioni Nord/Sud e di alcune regioni italiane.  Ma cosa si intende per spese per la cultura? Nella Nota si trova la voce “cultura e servizi ricreativi” con la quale vengono indicati tutti gli interventi a tutela e valorizzazione di musei, biblioteche, cinema, teatri, enti lirici, archivi, accademie, nonché attività ricreative e sportive quali piscine, stadi, centri polisportivi, fino alla gestione di giardini e musei zoologici. Ad investire nel settore dovrebbero essere i comuni e lo Stato, insieme al CONI;  minori, invece, sarebbero gli apporti delle Regioni, che destinano al settore risorse soprattutto di provenienza europea.

 Apporti che, stando alla ricerca, negli ultimi 13 anni, però, sono calati notevolmente  e ad aggiudicarsi la maglia nera, manco a dirlo, è il Sud.  “Nel 2013 – si legge – per ogni cittadino del Nord è stato speso per la cultura il 35% in più di quanto speso per un cittadino del Sud. Guardando alla spesa totale del settore cultura per circoscrizione, dal 2000 al 2013 il Sud ha subìto un taglio del 30,6%, passando dai 126 euro pro capite del 2000 agli 88 del 2013, mentre il Nord ha subìto un taglio del 25% nello stesso periodo temporale, passando da 177 euro pro capite del 2000 a 132 del 2013”. Nel dettaglio. Osservando l’analisi degli andamenti della spesa totale per la cultura in alcune regioni del Centro-Nord e del Sud, Veneto, Emilia Romagna, Toscana, Campania, Puglia e Calabria, se a livello nazionale dal 2000 al 2013 il calo è stato del 27%, il Veneto ha perso oltre il 21%, Emilia-Romagna e Toscana ben il 38-39%, ma la Calabria arriva a -43,6%.

 Il Nord ed il Sud sono sempre più lontani? Purtroppo sì, secondo la SVIMEZ, il Mezzogiorno subisce una duplice penalizzazione, in quanto “alla riduzione della spesa in conto capitale totale si aggiunge quella più marcata per la cultura, che negli ultimi dieci anni risulta pesantemente sacrificata in quanto considerata come voluttuaria, ovvero un bene di lusso,  mentre dovrebbe attenere ai livelli essenziali delle prestazioni (LEP) ed essere garantita ugualmente su tutto il territorio nazionale”. Ma senza Cultura come fa il Sud a fermare il processo di desertificazione che è stato ormai innescato; a fermare i propri ragazzi che preferiscono partire piuttosto che combattere per una terra che appare sempre più priva di futuro? Come le nuove generazioni possono avere affezione per un territorio sempre più abbandonato a se stesso, dominato dalle pratiche clientelari e dalle organizzazioni criminali? E quando si capirà che questo che appare come un problema unicamente del Sud è invece un problema dell’Italia?

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Autore: Emiliana Avellino

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