Tumore al cervello, una pianta mediterranea uccide le cellule malate

Settore: Buono a sapersi
Data inserimento: 13 luglio, 2015

cervelloIl suo nome è «Ruta graveolens», è una pianta erbacea, molto diffusa in Italia, appartenente alla famiglia delle Rutacee, di cui fanno parte anche i più noti agrumi, e sarebbe in grado  di uccidere le cellule maligne di un tumore cerebrale. Lo studio è stato condotto da un gruppo di ricercatori della Seconda Università degli Studi di Napoli che ha dimostrato che l’estratto acquoso di questa pianta mediterranea  è capace di uccidere, risparmiando le cellule sane, le cellule del glioblastoma, uno dei cancri più comuni  e maligni che devasta le glia,  le cellule che con i neuroni costituiscono il sistema nervoso.

Risultati della ricerca. Lo studio pre-clinico, coordinato da Luca Colucci-D’Amato, docente di Patologia generale della Seconda Università di Napoli (Sun) e finanziato dal Network per la salvaguardia e la gestione delle risorse genetiche agro-alimentari «Agrigenet», dal Progetto Sicurezza, sostenibilità e competitività nelle produzioni Agroalimentari delle Campania «Carina» e dal Programma di Ricerca Scientifica di Rilevante Interesse Nazionale (Prin), ha dimostrato come l’estratto acquoso ottenuto dalla pianta Ruta graveolens  sia in grado di indurre la morte di cellule di glioblastoma coltivate in vitro.

I risultati fanno, dunque, ben sperare di poter sconfiggere uno dei cancri più temuti: nonostante la terapia chirurgica, la chemio e la radioterapia, infatti, al momento solo circa il 5% dei pazienti colpiti da glioblastoma sopravvive, per gli altri la morte sopraggiunge, in media, entro circa 15 mesi dalla diagnosi.

Di Miriam Capuano

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Autore: Miriam Capuano

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