Tumori ginecologici, il robot da Vinci per curarli e preservare la fertilità

Settore: Buono a sapersi new trends
Data inserimento: 9 settembre, 2015

robotMaggiore precisione chirurgica, riduzione delle possibili complicanze, minor dolore post-operatorio, ridotto rischio di infezioni nonché un migliore risultato estetico: sono solo alcuni dei vantaggi ottenuti, all’Ospedale Regionale F. Miulli di Acquaviva delle Fonti, grazie al sistema robotico Da Vinci. Utilizzato nel campo dell’urologia, da settembre, la tecnologica trova applicazione anche in ginecologia, per la cura sia di soggetti affetti da tumore che di particolari casi di patologia benigna complessa (quali l’endometriosi e i prolassi utero-vaginali).

Un grande risultato per il nosocomio barese dove l’utilizzo del robot da Vinci garantirà alle pazienti una migliore qualità della vita, sia durante l’intervento che in fase post-operatoria, grazie ad un minor sanguinamento, una minore degenza ospedaliera ed un recupero più rapido delle normali attività quotidiane e lavorative. Risultati che sono raggiungibili proprio grazie all’accuratezza della chirurgia endoscopica robot-assistita, che consente una visione tridimensionale all’interno dell’addome e l’utilizzo di strumenti con movimenti intra addominali a 360 gradi che risulterebbero  impossibili alla mano umana.

L’utilizzo della tecnologia Da Vinci, in virtù della propria mini invasività, offre alle giovani donne la possibilità, già presente per la chirurgia endoscopica tradizionale, di risparmiare la capacità riproduttiva, ovvero le pazienti a cui viene asportato un tumore ginecologico mantengono le chances di avere figli. Infine, per le sue caratteristiche il nuovo sistema adottato nell’Ospedale di Bari si inserisce nell’ambito di protocolli scientifici di trattamento chirurgico condivisi con l’Università Cattolica di Roma e di un network con il Policlinico Gemelli di Roma.

Di Miriam Capuano

 

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Autore: Miriam Capuano

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